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LA PLASTICA

1-     INTRODUZIONE

La plastica era già conosciuta nei laboratori americani circa il 1860. La prima plastica in aplicazioni pratiche è stato il celluloide (nitratto di cellulosa), industrializzato nel 1864, risolvendo la mancanza negli Stati Uniti nel 1870. Nonostante, il celuloide è stato un cattivo principio per la plastica: anche se ha sostituito dei materiali e risolto dei problemi di manufattura, ha creato un certo scredito nell’uso de questo tipo di materiale, poiché il celuloide non presentava stabilità, si decomponeva con facilità quando esposto alla luce o calore, oltre essere molto infiammabile. Il primo chimico a sviluppare ricerche piú approfondite sulla polimerizazzione e condensazione (processi impiegati nella fabricazione della plastica), è stato il belga Leo Hendrik Baekelendt (1863-1944), riuscendo a viabilizzare un metodo di reazioni di polimerizzazione controlate, capaci di produrre delle resine plastiche in quantità commercialente vantaggiose. Per mezzo del processo di condensazione, Baekelend ha sviluppato la prima resina plastica, essendo industrializzata nel 1909 ed avendolarga applicazione all’epoca, arrivando fino ai nostri giorni. Tale resina è stata battezzata in omaggio a lui, con il nome di Baquelite.

2-     LA SCOPERTA DI DIFFERENTI TIPI DI PLASTICA, PER DIFFERENTI APPLICAZIONI

Il successo nella fabbricazione e nell’utilizzo in larga scala del Baquelite, ha incentivato degli altri ricercatori, cominciando diverse sistematiche sulla plastica, risultando in una sequenza di importanti scoperte. L’inizio dell’industrializzazione delle prime plastiche sono state nei seguenti anni;

 

Celuloide: nel 1864

Baquelite: nel 1909

Silicone: nel 1930

Polimetilmetacrilato (PMMA/Acrilico): nel 1932

Poliesstireno (PS): nel 1933

Poliamida (PA/Nylon): nel 1935

Polietileno (PE): nel 1939

Policloreto di Vinila (PVC): nel 1940

Acrilonitrila-Butadieno-Estireno (ABS): nel 1946

Politetrafluoretileno (PTFE?Teflon): nel 1948

Policarbonato (PC): nel 1958

Polipropileno (PP): nel 1959

Polioxidometilico (POM/Poliacetal): nel 1960.

 

3-     INSOMMA, COS’È LA PLASTICA?

Si definisce come plastica, tutto il materiale che ha la proprietà di acquistare e conservare determinate forme, per l’azione di una forza esteriore. Nel caso delle resine plastiche, le forze esteriori si riassumono in temperatura e pressione, influenzate dalla velocità e corsi di spostamento di massa fondita, oltre le funzini predeterminate per ogni tipo di plastica.
 

4-     DA DOVE VIENE LA PLASTICA?

Millioni e millioni di anni fa, materiali organici (piante, animali, alberi, tra altri), sono stati sotterrati da fenomeni naturali organici (piante, animali, alberi, tra altri), sono stati sotterrati da fenomeni naturali accaduti nel pianetta. Con del tempo, questi materiali organici si sono decomposti lentamente, dando origine al petrolio. Cosi, il petrolio è la fonte per la fabbricazione dei diversi tipi di materiali plastici, oggiesistenti nel mercato.
 

5-     OTTENZIONE

Dopo la sua estrazione, il petrolio è mandato ad una torre di destilazione dove sarà processato.

A sua volta, la torre di destilazione, per mezzo di temperature predefinite separa le sostanze chimiche che compongono il petrolio, d’accordo con la sua volatilità (capacità di evaporare, quando sottomesso ad una forza esterna specifica, che in questo caso è il calore).

Durante il processo di destilazione, prima sono liberati i gas che possiedono un unico elemento chimico. In seguito sono liberati i monomeri, che sono idrocarbonetti (struttura chimica che si fondamenta sul Carbono ed Idrogenio).

Dopo I’ottenzione dei monometri, la destilazione del petrolio continua, permettendo l’ottenzione di altri prodotti nela seguente sequenza: benzina super, cherosene, benzina normale, olio diesel e bitume.

I monometri possono essere ottenuti tanto nella forma di gas, quanto nella forma liquida, e per essere un idrocarboneto, è considerato un composto chimico semplice. Sono monomeri: Etileno, Propileno, Butadieno, Estireno, Amida, Carbonato, Acrilonitrila, Cloreto di Vinila, Metilmetacrilato, tra altri.

Il monometro è mandato all’interno di un reattore, dove per mezzo di temperature e pressioni specifiche, soffirà una polimerizazione (processo che permette che la struttura chimica del monometro si moltipliche millioni e millioni di volte di seguito, formando cosi macromolecule). Vale la pena ricordare che quello che inizia la reazione di polimerizzazione è un catalizzatore, messo nell’interno del reattore insieme con il monometro, e per che ognuno di essi estrano in reazioni di polimerizzazione, esistono delle temperature, pressioni e catalizzatori e predeterminati per ottenersi il tipo di resina plastica desiderata.

 

6-     DAL PETROLIO, FINO AL PRODOTTO FINALE

Tutto il processo si riassume nel seguente modo:

-         Petrolio estratto

-         Monometro ottenuta nella torre di destilazione

-         Polimero (resina plastica), ottenuta dal processo di polimerizzazione

-         Processo di transformazione (inezione, soffio, estrusione) del prodotto plasticodesiderato.

 

7-     CONSIDERAZIONI FINALI

I fabricati di resine plastiche hanno sviluppato e perfezionato una enorme quantità di materiali, con delle caratteristiche e propietà estremamente diversificate, con la finalità di attendere ad una grande fascia di manufatture. Con tendenza crescenti nella sostituzione di altri materiali (ferro, acciaio, legno, gomma, vetro, tra altri) per plastica e con sistemi di produzione piú simplificati, con migliore relazione costo/beneficio, esiste la direzione di questo segmento ad un futuro promissore, facendo che le organizzazioni che lo compongono raggiungono i suoi oggettivi con sucesso. Un esempio classico è la fabricazione di macchine: se paragoniamo un veicolo fabbricato negli anni 30 e l’altro fabbricato dopo il giro del secolo, vediamo la quantità degli item che sono stati sostituiti da manufaturati plastici, avendo sempre come obbiettivo lo sviluppo di nuove tecnologie, qualità e costo.

Per affermare ancora di piú questa tendenza, stanno già essendo sviluppati plastici a partire di altre fonti oltre il petrolio, con I’obbiettivo di fare che le nuove plastiche ottenute siano 100% bio-degradabili, mantenendo le sue proprietà, caratteristiche tecniche, processi di transformazione e costo competitivo.

 

8-     RIFERENZE BIBLIOGRAFICHE

Billmeyer, Fred W. Textbook of Polymer Science – Editrice John Wiley, 2, edizione, 1970.

Strepikhevev, A; Oerevitskaya, V; Sloninsky, G – A First Course in Polymer Chemestry – Editrice Mir, 1 edizione, 1922.

Tanger, A – Phisical chemistry of polymers – Editrice Mir, 2 edizione, 1972

Albuquerque, Jorge A. C. – O Plastico na Pratica – Editrice Sagra Luzzatto. 2 edizione, 1999.

Sors, Lászió, Lárszió; Radnóti, Isván – Plastiche, Moldi e Matrici – Editrice Hemus, 1 edizione, 1995.

Postille, cataloghi e lavori di allievi del corso Tecnico in Plastiche del Senai “Mario Amato”, nucleo di tecnologia della plastica “Frederico Jacob, di São Bernardo do Campo/SP.

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